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Fondo: Pellegrino nono, ma più vicino alla Coppa

Fondo: Pellegrino nono, ma più vicino alla Coppa

Al poliziotto di Nus basterà un 22° posto venerdì per vincere la sfera di cristallo delle sprint

Un nono posto che vale oro. Federico Pellegrino (foto) si è avvicinato ieri a Gatineau alla Coppa del Mondo sprint. A vincere la sprint a tecnica libera che ha aperto la trasferta canadese è stato il russo Sergei Ustiugov, che in finale ha battuto il francese Richard Jouve e lo statunitense Simeon Hamilton, con tre norvegesi giù dal podio: 4° Finn Krogh, 5° Ola Vittestad e 6° Petter Northug. Il poliziotto di Nus, eliminato in semifinale, si è piazzato 9° e ha ancora 91 punti di vantaggio proprio su Northug, il che vuol dire che per sollevare la coppa di specialità (che sarebbe la prima per un italiano) dovrà fare nove punti (ovvero un 22° posto) nelle prossime due gare: quella di venerdì in skating a Quebec City e quella di martedì 8 a Canmore in alternato. Nella gara di Gatineau è andato a punti anche Francesco De Fabiani, che si è piazzato 29°.
Chicco: «Pensare alla Coppa mi ha tolto tranquillità»
«Il nono posto odierno rappresenta il rischio del mio modo di correre per cercare di risparmiare il più possibile – ha spiegato al termine della gara di ieri Federico Pellegrino -. A volte rischi di essere in ritardo e così è successo in semifinale. Mi dispiace per la gara di oggi, ma ormai è andata e tra tre giorni ce n’è un’altra; vorrei chiudere questa stagione con una vittoria per dare ulteriore pregio all’eventuale conquista della Coppa di specialità. Da Planica in poi ho cominciato a pensare alla classifica e questo mi ha tolto tanto in termini di spensieratezza e tranquillità al di fuori della gara. Sono state settimane abbastanza toste, l’obiettivo è vicino, ma non è ancora fatta. Mi mancano tre notti di sofferenza e poi ne riparleremo. Ho fatto molto bene fino a quando non ho pensato alla Coppa, adesso mi rimane un ultimo strappo, nella gara di mercoledì (10 km in tecnica classica con partenza a massa, ndr) ho voglia di correre senza troppi pensieri, spero che il subconscio non mi faccia tirare troppo i remi in barca. Lo stato di forma c’è ancora, qui ho patito la qualifica perché sapevo che sarebbe stata fondamentale, fortunatamente la neve ha tirato nella notte, diventando quindi simile a quella di Planica e mi ha facilitato le cose».
(d.p.)

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