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Minaccia ex convivente e il figlio di lei con accetta, condannato

Minaccia ex convivente e il figlio di lei con accetta, condannato

A Egidio Jocollé, 60 anni, sono stati inflitti due mesi di reclusione, con pena sospesa a patto che questo risarcisca le due parti civili costituite nel processo di questa mattina

Presa un’accetta piantata in un ceppo vicino alle scale esterne di accesso all’alloggio, l’avrebbe brandita in aria, rivolgendo la lama contro le altre due persone che erano in quel momento con lui, rivolgendo loro la frase «Ora vi ammazzo tutti».
Per l’accusa di minacce questa mattina il giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, ha condannato a due mesi di reclusione Egidio Jocollé, 60 anni di Villeneuve, sospendendo la pena a patto che l’imputato risarcisca le due parti civili costituite – l’ex convivente e il figlio di lei – con 300 euro a testa.
I fatti contestati risalgono al 15 gennaio 2015. «Insieme a mio figlio, era tornata a casa a Villeneuve per recuperare i miei ultimi effetti personali dall’appartamento», ha spiegato davanti al giudice l’ormai ex convivente di Jocollé, aggiungendo: «Dopo essere scesa per caricare gli oggetti in auto, ero intenta a salire nuovamente le scale per entrare in casa quando in auto è arrivato Egidio Jocollé, che dopo essere sceso dall’abitacolo, ha preso in mano l’accetta piantata nel ceppo vicino alle scale e, dopo averla battuta per due volte sul legno, ce l’ha brandita contro».
A quel punto la frase minacciosa «Ora vi ammazzo tutti» e la reazione del figlio della donna. «Dopo avergli chiesto che cosa stesse facendo, visto che non l’aveva ancora lasciata, mi sono avvicinato e da qui ne è nata una colluttazione», ha raccontato il figlio dell’ex convivente di Jocollé al giudice. «Dopo averlo mandato per terra, sono riuscito a strappargli di mano l’accetta».
L’ex convivente, nel frattempo, era corsa dalla vicina di casa per chiederle di chiamare i carabinieri, che furono però avvertiti dallo stesso figlio della donna a colluttazione conclusa.
L’accusa, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna dell’imputato a tre mesi di reclusione.
(pa.ba.)

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