Pubblicato il

Tragedia sul Bianco: continuano a migliorare le condizioni di Giorgio Passino

Tragedia sul Bianco: continuano a migliorare le condizioni di Giorgio Passino

Il presidente delle guide di Courmayeur: «La temperatura è tornata normale, adesso i medici si possono concentrare sulla frattura alla tibia e sul trauma addominale»

Continuano, seppur lentamente, a migliorare le condizioni cliniche di Giorgio Passino (foto), la guida alpina di 51 anni di Courmayeur travolta all’alba di ieri lungo la via normale sul versante francese del Monte Bianco assieme alle due clienti ossolane che nell’incidente hanno perso la vita. L’esperto professionista valligiano era arrivato all’ospedale di Annecy in stato di grave ipotermia, con la temperatura corporea a 25 gradi, ma ha risposto bene alla speciale terapia alla quale è stato sottoposto, anche se rimane in coma farmacologico. «Nella notte la temperatura è tornata al livello normale – spiega il presidente delle guide di Courmayeur Arrigo Gallizio, che sta rientrando in Valle dalle vacanze in Sardegna -; adesso i medici si possono concentrare sulla frattura alla tibia e sul trauma addominale. Nel pomeriggio andrò personalmente all’ospedale per accertarmi direttamente delle sue condizioni parlando con i sanitari che lo hanno in cura».
Ieri sera, intanto, sono arrivati a Chamonix i parenti di Marianna Conti (37 anni di Pallanzeno) e Laura Frisa (41 anni di Omegna), che hanno proceduto al riconoscimento delle salme ricomposte alla camera mortuaria del cimitero.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 3.30 nei pressi del Mont Blanc du Tacul ed è stato causato dal distacco di un seracco dal ghiacciaio sovrastante, che ha provocato la valanga che ha investito sei dei circa quaranta alpinisti impegnati in quel momento in zona: tre sono riusciti a uscire autonomamente, Passino ha “galleggiato” ed è rimasto esanime fuori dalla neve, mentre le sue due clienti sono precipitate 400 metri più in basso in fondo a un crepaccio. L’allarme è scattato subito, ma le condizioni meteo hanno permesso all’elicottero di alzarsi in volo solo diverse ore più tardi e così venti uomini del Peloton Haute Montagne delle Gendarmerie, cinque pompieri e altrettante guide del soccorso di Chamonix sono arrivati sul posto alle otto.
La tragedia di ieri mattina non fa alzare in maniera particolare l’allarme sulle nostre montagne. «Non c’è nessun tipo di allarme o di rialzo della guardia – ha dichiarato poco fa al telefono il responsabile del soccorso alpino, Alessandro Cortinovis -. Quello che è successo rientra in quelle fatalità che si ripetono ogni anno, una situazione normale, fisiologica del ghiacciaio, che si sposta, facendo staccare delle seraccate e purtroppo oggi una è caduta proprio lì». Secondo Cortinovis la cordata guidata da Giorgio Passino aveva seguito tutta la procedura di sicurezza alla lettera. «Giorgio è un grande esperto del Monte Bianco e, infatti, l’ora di partenza era quella giusta. Quella zona è soggetta a crolli e anche l’anno scorso era stata teatro di una tragedia, di proporzioni ancora più grandi. La nevicata di una settimana fa ormai era abbastanza assestata, ma se ci cade dentro un blocco di ghiaccio, tutto quello che c’è sotto si movimenta e ci possono essere distacchi di valanghe anche in una giornata dalle condizioni ottime come quella di oggi».
(davide pellegrino)

ULTIME NOTIZIE