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Ambiente: il 100% dei comuni valdostani a rischio dissesto

Ambiente: il 100% dei comuni valdostani a rischio dissesto

La Valle d'Aosta tra le regioni più esposte con oltre il 95% del territorio vulnerabile

Sono 74 i comuni interessati, in Valle d’Aosta, dal rischio idrogeologico.
Tutti.
Questi i dati che emergono dalla conferenza nazionale sul dissesto del suolo, dove si parla soprattutto di prevenzione e mitigazione del rischio, con delle proposte pronte nel cassetto da tirare fuori una volta alzato il sipario sul nuovo Parlamento e sul prossimo governo.
Dati e numeri che fanno impressione: il 9,8% della superficie italiana è a rischio idrogeologico, coinvolge 6.633 comuni (82%). Oltre 5 milioni di italiani si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. La superficie critica si estende per 29.517 kmq.
La Valle d’Aosta è, insieme a Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, provincia di Trento, Marche, Liguria, Lazio e Toscana, una delle regioni più esposte con oltre il 95% del territorio vulnerabile e la totalità dei comuni interessati.
Secondo il coordinamento delle sigle (associazioni, sindaci, professionisti del settore, tecnici ed esperti) che hanno promosso la conferenza «le emergenze scattano ormai sistematicamente ogni autunno a causa della mancanza di un’adeguata politica di prevenzione e di governo del territorio». L’obiettivo allora diventa quello di accendere l’attenzione della politica su questi temi guardando subito ai candidati alle prossime elezioni.
Per la prima volta l’Italia ha già scritto quali saranno le contromosse al dissesto del suolo e ai cambiamenti climatici. Si tratta del Piano sulla messa in sicurezza del territorio, contenuto nella Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, che il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato al Cipe il 21 dicembre e per la quale si preannuncia una prossima riunione prevista per l’8 marzo.
Secondo il ministro Clini, in 15 anni con 2,5 miliardi all’anno l’Italia potrebbe raggiungere l’obiettivo della messa in sicurezza del territorio, l’auspicio del titolare dell’Ambiente è che «il nuovo governo possa utilizzare il Piano per la messa in sicurezza del territorio fin da subito».
(re.vdanews)

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