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Trenino di Cogne: Alberto Devoti chiamato a risarcire 13 milioni di euro

Trenino di Cogne: Alberto Devoti chiamato a risarcire 13 milioni di euro

La Corte dei Conti ha condannato anche le due dirigenti dell'assessorato regionale alle attività produttive

Mercoledì di condanne alla Corte dei Conti della Valle d’Aosta. La magistratura contabile è arrivata a sentenza sia nella vicenda del trenino di Cogne che in quella delle consulenze assegnate dall’assessorato regionale alle attività produttive. Per quanto riguarda il trenino, l’ingegnere aostano Alberto Devoti è stato condannato a un risarcimento di 13 milioni di euro per la progettazione e la direzione lavori, opera costata 30 milioni di euro e mai entrata in funzione. Per il professionista il procuratore Claudio Chiarenza aveva chiesto un pagamento di quasi 15 milioni di euro; i circa due milioni in meno tengono conto «di quanto si potrà ricavare dall’alienazione di ciò che resta dell’intera tranvia», che la Giunta regionale ha deliberato ad agosto di dismettere in maniera parziale. La Corte dei Conti ha contestato a Devoti «errori e carenze di progettazione ed esecuzione dei lavori della tranvia». Nella sentenza viene riconosciuto che «sussiste il concorso di altri soggetti, di coloro, cioé, che hanno operato nella vicenda quali organi della Regione e del Ministero dei Trasporti, nonché delle ditte affidatarie dei lavori e, quindi, è stata operata una rilevante riduzione, nella misura del 50% del danno contestato al convenuto. E’ ben vero che l’opera è divisa in diversi lotti, ma va considerata, soprattutto sotto il profilo della funzionalità, come un’entità unica. E’ soltanto dal collaudo finale, con l’accertamento che i locomotori non potevano assicurare il servizio, che emerge la sostanziale inutilizzabilità». La Corte dei Conti ha concluso sottolineando che «è di solare evidenza che a nulla vale la perfetta realizzazione della singola parte, se poi il complessivo risultato finale non ne consente l’impiego»; il professionista aostano deve risarcire il danno «non essendovi alcun dubbio in merito al ricorrere di tutti gli elementi soggettivi e oggettivi quali il rapporto di servizio, il danno erariale, il nesso di causalità e la condotta gravemente colposa».

Secondo l’altra sentenza, invece, le due dirigenti regionali Paola Ippolito e Vally Lettry dovranno risarcire rispettivamente 72.571,63 e 38.533,84 euro a causa della consulenza esterna per la gestione dello Sportello per l’internazionalizzazione delle imprese dell’assessorato alle Attivita’ produttive, affidata per nove anni consecutivi. La Corte dei Conti ha ritenuto che gli incarichi contestati sono «gravemente difformi dal modello indicato dal legislatore».
(re.vdanews.it)

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