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Malasanità: in Valle d’Aosta, nessun caso e nessun decesso

Malasanità: in Valle d’Aosta, nessun caso e nessun decesso

La Commissione parlamentare d'inchiesta ha studiato errori e disavanzi sanitari regionali tra 2009 e il 2012

Nessuna segnalazione circa presunti errori sanitari; nessun decesso riconducibile a malasanità.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali presieduta dall’onorevole Antonio Palagiani ha analizzato 570 casi di presunta malasanità del bel Paese, studiando 400 decessi avvenuti nelle strutture sanitarie e altri 170 casi di presunti errori sanitari.
Nessun caso di errore o decesso in Valle; seguono il Trentino Alto Adige con un caso e un decesso, il Friuli Venezia Giulia con 3 casi e 2 decessi, la Sardegna con due casi e due decessi; in Piemonte la Commissione ha rilevato 24 casi complessivi, 18 sono decessi.
Dei 570 casi, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria e 63 nel Lazio; il 20% circa delle segnalazioni è relativo al parto (104 casi, il 50% dei quali proprio in Sicilia, Calabria e Lazio).
«I dati che emergono dalla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta evidenziano situazioni critiche dovute, nella maggior parte dei casi non solo a episodi di presunti errori nella gestione clinica del paziente – commenta il direttore dell’azienda Usl VdA Carla Stefania Riccardi – ma anche di disservizi, carenze organizzative, strutture inadeguate e fatiscenti».
Secondo la dottoressa Riccardi, gli esiti dell’indagine della Commissione d’inchiesta, «traducono in cifre parte delle iniziative poste in essere in questi anni, con l’obiettivo di migliorare il sistema sanitario regionale, tra le quali la parziale riorganizzazione per funzioni, la revisione di alcune procedure cliniche nell’ottica del risparmio, la politica di segnalazione dell’errore medico con l’obiettivo di abbattere la percentuale di ricorsi alla cosiddetta medicina difensiva. Siamo convinti – conclude la dottoressa Riccardi – che solo un lavoro sistematico di miglioramento della qualità delle procedure e dei servizi possa determinare la riduzione degli errori o degli eventi avversi».
(c.t.)

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