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‘Ndrangheta: confermato il maxi-sequestro di beni riconducibili a Giuseppe Nirta

‘Ndrangheta: confermato il maxi-sequestro di beni riconducibili a Giuseppe Nirta

Sbloccati i soli conti correnti intestati ai figli; il prossimo 5 febbraio si entrerà nel merito della provenienza di ciascun bene

Restano sotto sequestro i beni immobili (valore circa 700.000 euro) riconducibili a Giuseppe Nirta, 60 anni di Quart, che sta scontando una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione presso la casa circondariale di Bologna per traffico internazionale di stupefacenti. A stabilirlo è stato il Tribunale di Aosta, accogliendo la richiesta della Procura di Torino. Sotto sequestro anche due conti correnti in Svizzera – del valore di circa 933.000 franchi – mentre sono stati dissequestrati quattro conti correnti (circa 20.000 euro), che tornano quindi a disposizione dei familiari. Nell’udienza del prossimo 5 febbraio sarà esaminata la provenienza di ciascun bene, anche in base ai documenti presentati dalla difesa.
Il 5 gennaio scorso, con un provvedimento d’urgenza, il presidente del Tribunale di Aosta, Massimo Scuffi, aveva disposto il sequestro anticipato dei beni – su richiesta della Procura di Torino – per «un’accertata sproporzione tra i redditi dichiarati da Giuseppe Nirta e l’ingente patrimonio riconducibile allo stesso». In aula, lo scorso 8 gennaio, la stessa Procura ha chiesto la convalida del sequestro mentre la difesa ha prodotto della documentazione col fine di dimostrare la provenienza lecita dei beni.
Gli immobili di cui è stato chiesto il sequestro sono sedici, tra case e terreni, in Valle d’Aosta e Calabria (più due utilitarie).
(pa.ba.)

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