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Rollandin boccia il progetto di un ritorno a una casa comune

Rollandin boccia il progetto di un ritorno a una casa comune

«Non ci si può parcheggiare a sinistra e poi ritornare sui propri passi». Il presidente Augusto Rollandin boccia il progetto di ritorno a una casa comune futura – più volte evocato dai progressisti – e lascia intendere che l’Uv non è un pullman sul quale salire e scendere a piacimento. «Nella storia è già successo che l’Union si dividesse – ha sottolineato il capo dell’esecutivo – ma la storia non ha insegnato nulla perché siamo ancora una volta in mezzo al guado. I principi unionisti restano validi per tutti anche per quelli che se sono andati. Lo abbiamo sentito ribadire. E allora ci chiediamo perché se ne sono andati. Non sempre c’è l’unitarietà su tutte le decisioni ma non è una buona ragione per andarsene. In ogni movimento ci sono maggioranze e minoranze». Si assume la responsabilità delle scelte Rollandin e ammette qualche difetto di comunicazione: «Avrei voluto un atteggiamento di coerenza fino in fondo da parte di chi aveva aderito a un programma e portato avanti per oltre quattro anni. Il problema non è quello di potersi esprimere ma è quello di aver qualcosa da dire. Prendo atto con dispiacere ma non capisco. Il rispetto degli elettori unionisti imponeva il coraggio di arrivare fino in fondo».

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