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Il sindaco di Aosta duro: «questo è un patto di stupidità, altro che stabilità»

Il sindaco di Aosta duro: «questo è un patto di stupidità, altro che stabilità»

Bruno Giordano: «come faccio a spiegare a un cittadino che ho 8 milioni di soldi suoi che non posso utilizzare se non lo capisco neppure io?»

E’ un fiume in piena il sindaco del capoluogo Bruno Giordano, intervenendo a margine degli interventi dei consiglieri sul bilancio di previsione 2013.
«Un bilancio che è importante approvare entro il 31 dicembre perchè dal primo gennaio avremmo messo a rischio la deroga prevista dalla Finanziaria regionale e cioè la possibilità di detrarre le spese correlate all’esercizio delle funzioni devolute dalla Regione al sistema degli enti locali in ambito socio-assistenziale dalle media della spesa corrente desunta dai conti consuntivi degli anni 2006-2008. Tradotti sono due milioni di euro – ha precisato il primo cittadino, senza contare che il bilancio avrebbe dovuto essere sottoposto al preventivo controllo della Corte dei Conti e che il dirigente dei servizi finanziari avrebbe dovuto apporre la legittimità su un documento contabile, certificando all’origine il rispetto del patto di stabilità».
Oltre al danno, la beffa – spiega Giordano – perchè se sei virtuoso, lo Stato ti obbliga a esserlo ancora di più e immediatamente, mentre se sei in pre-dissesto, lo Stato ti concede dieci anni per rientrare dal tuo debito, scontandoti il rispetto del patto… Come dire i virtuosi pagano anche per te». Spiegando il meccanismo ‘misto’ del patto di stabilità, il sindaco ha detto, «siamo di fronte a un gatto che si morde la coda; pur avendo capacità finanziaria non ci è consentito spendere i nostri soldi ecco perchè, come accade in molti paesi d’Europa, Francia, Germania, gli investimenti dovrebbero rimanere fuori dal patto di stabilità. Come faccio io a spiegare a un cittadino che ho 8 milioni di euro da spendere e non posso utilizzarli se neppure io capisco il perchè». Giordano lancia l’allarme per «i tagli lineari e le leggi dei grandi numeri» che rischiano di far morire l’autonomia; la Valle d’Aosta non ha più senso di esistere perchè è e sarà sempre fuori sistema, vista perlopiù come terra di privilegi, senza contare le peculiarità linguistiche, storiche e geografiche».
Come sopravvivere quindi?
«Non abbaiamo alla luna e neppure sfuggiamo alle nostre responsabilità – spiega Giordano – affrontiamo un percorso di auto riforma e ridisegnamo un percorso condiviso, associando funzioni e servizi, producendo economie di scala che sono i veri obiettivi del patto di stupidità che vorrebbe ridurre gli enti locali a semplici erogatori di compiti in cui il sindaco è titolare di funzioni quale ufficiale di governo, ma non è più capo della propria amministrazione. Un po’ come se tutto il potere tornasse ai Soviet dello stato centralista. Chi sostiene che in Valle la spending review non si applica mente sapendo di mentire».
(cinzia timpano)

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