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Nuovo patto di stabilità, salvi i Comuni sotto i 1.000 abitanti

Nuovo patto di stabilità, salvi i Comuni sotto i 1.000 abitanti

Quest'anno sono 12 le amministrazioni che non rientrano nei limiti

Antey-Saint-André, Gaby, Nus e Verrayes registrano un peggioramento del saldo finanziario e non rientrano nel 3,02% di scostamento fissato dal patto di stabilità; per Allein, Doues, Emarèse, Oyace, Rhêmes-Saint-Georges, Roisan, Saint-Denis e Valpelline il rapporto tra il debito e le entrate proprie va oltre il 425,54% previsto.
Sono questi 12 i Comuni che nel 2011 non hanno rispettato il patto di stabilità e che dovranno fare i conti con le penalizzazioni previste, come ha comunicato Speranza Girod, sindaco di Fontainemore, al termine della riunione del Cpel (Consorzio permanente enti locali), ieri sera.
Da Girod e dal presidente del Celva Elso Gerandin arriva anche un altro importante annuncio, che aveva già anticipato il presidente Augusto Rollandin venerdì scorso; nel 2013 il patto di stabilità non sarà applicato ai comuni sotto i 1.000 abitanti.
Per gli altri 33 paesi che superano la soglia sono invece previste detrazioni per le spese socio-assistenziali (a carico della Regione) alla media della spesa corrente del periodo 2006/2008 moltiplicata per il coefficiente di 15,4% dettato dalla legge.
«Il patto 2013 – spiega Speranza Girod – comporterà un nuovo modo di redigere i bilanci prevedendo un obiettivo di competenza mista e individuando la cassa per gli investimenti e la competenza per le entrate e le spese correnti. Non basta avere un pareggio di bilancio, bisognerà avere un saldo attivo».
(erika david)

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