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Laurent Viérin: ”Basta con la politica delle segrete stanze”

Risposta a stretto giro di posta al presidente Rollandin che in mattinata aveva manifestato di non gradire le esternazioni sui giornali. 'Una lettera personale la mando solo all'interessato e invece ho scoperto che c'è chi ha il filo diretto con i media

Risposta a stretto giro di posta al presidente Rollandin che in mattinata aveva manifestato di non gradire le esternazioni sui giornali. 'Una lettera personale la mando solo all'interessato e invece ho scoperto che c'è chi ha il filo diretto con i media

Non ci sta l’ex assessore all’Istruzione Laurent Viérin all’accusa lanciata dal presidente Augusto Rollandin di incoerenza per il fatto che il rappresentante unionista è andato alle urne, discostandosi dalla linea dell’astensione, e commenta: «Sul ‘non voto’ credo sia una strana concezione della democrazia il fatto di comunicare una decisione che altri hanno preso – non si capisce bene tra l’altro chi e in che sedi le abbia assunte – visto che il Conseil fédéral , che rappresenta la base dell’Union, gli eletti e tutto il territorio, e che è rappresentativo del popolo unionista, non è stato riunito, e poi pretendere che tutti la seguano. Sta di fatto che non uno, ma migliaia di unionisti hanno disobbedito. E sono stati incoerenti? Invece di cercare di capire che forse è stata una scelta scellerata , qualcuno ora cerca i colpevoli per non vedere i propri errori. Questa è l’Union lontana dalla gente e che deve cambiare rotta». Stigmatizza Viérin la politica delle segrete stanze. «Sulla comunicazione trovo che sia un vecchio modo di fare politica il fatto di non voler dialogare con l’esterno e cercare di tenere tutto nascosto nelle sedi dei partiti e nelle stanze dei bottoni. La gente, la comunità ha bisogno di partecipazione e di conoscere le idee, le sensibilità ed i punti di vista che esistono ed è matura per capire, per scegliere e valutare, e non ha bisogno dei filtri della politica e del politichese che qualcuno ancora vorrebbe. Solo così si può parlare al cuore della gente E parlare di libertà di espressione e di rispetto per la pluralità di vedute».

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