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Valle d’Aosta, nel 2012 in recessione con il Pil di segno negativo

Valle d’Aosta, nel 2012 in recessione con il Pil di segno negativo

Il Pil è stimato in -0,1%. Nel 2011 sono diminuite l'occupazione, le esportazioni e la natalità. Criticità nel secondo semestre ma le misure anti-crisi frenano gli effetti negativi della difficile congiuntura economica.

Il 2012 sarà anno di recessione anche per la Valle d’Aosta il cui prodotto interno lordo sarà, secondo le stime, di segno segnativo con -0,1%. Sarà nuovamente un saldo positivo , ma piuttosto modesto nel 2013, con +0,7%. E’ uno dei dati contenuti nell’Annuario statistico regionale 2011, giunto alla quinta edizione e composto da 500 tavole. ‘I dati dell’Annuario permettono di avere una lettura sempre più attenta e puntuale della realtà socio-economica della nostra regione e rappresentano un punto di riferimento per l’impostazione delle nostre politiche sociali ed economiche”, ha sottolineato il presidente della Giunta Augusto Rollandin, presentando a margine della conferenza stampa del venerdì il rapporto. ”E’ una prima analisi sullo stato dell’arte sell’anno appena trascorso che evidenzia un primo semestre dal tratto positivo e un secondo all’insegna del rallentamento che ha portato a un saldo positivo non buono. Le criticità hanno avuto riflessi sul mercato del lavoro con una contrazione dell’occupazione e sulle esportazioni, settore fortemente condizionato da pochi grandi attori economici primo tra questi la Cogne acciai speciali”, ha sottolineato il direttore dell’Osservatorio Economico e Sociale, Dario Ceccarelli, illustrando la relazione. In diminuzione la cassa integrazione «perché per molti si è esaurita ed è venuto meno il posto di lavoro», ha aggiunto Ceccarelli. Si rivela una contrazione del Pil, pari al +0,8% – -0,1% le previosni per il 2012 – e della natalità ”anche se la popolazione risulta ancora in crescita, ma a una velocità inferiore rispetto agli anni precedenti dovuta al rallentamento della dinamica migratoria», spiega Ceccarelli, che ha concluso: ”i dati cambiano rapidamente rendendo difficile la sintesi e i numeri vanno letti con una certa cautela perché la regione è piccola. Certo è che la Valle d’Aosta non è esente dall’impatto della crisi nazionale e internazionale”. (In foto: Augusto Rollandin, Dario Ceccarelli e Luigi Malfa)

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