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L’Italia e la Valle d’Aosta devono e possono farcela

“L’Italia ce la può e deve farcela”, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo messaggio di fine anno. Ce la può fare con la “coesione” di un popolo che non come qualcuno (all’estero) lo dipinge: corrotto e con poca credibilità. Il presidente ha rassicurato gli italiani: “i sacrifici richiesti non saranno vani”.
Sarà riuscito il capo dello Stato a rassicurare gli italiani? Speriamo, perché i sacrifici richiesti dal governo Monti sono di quelli che “o la va o la spacca”. Tra aumenti che scattano in primo gennaio e manovra (l’ultima) le famiglie italiane nel 2012 dovranno sborsare oltre 2 mila euro in più rispetto al 2011, che diventano anche 4 mila se si considerano le altre due manovre (governo Berlusconi).
Proviamo a dare il benvenuto al nuovo anno, un 2012 già etichettato da tutti come drammatico, con l’Italia messa sotto assedio da Spread e recessione, da disoccupazione giovanile alle stelle e imprese con l’acqua alla gola.
Non ci resta che cercare di dimenticare in fretta il 2011, rimboccarci tutti le maniche per far sì che i sacrifici chiesti non siano vani. Sì, se l’italiano ritroverà un po’ di senso civico, di amore per il suo Paese e coesione, potrà davvero dare una mano al suo Stato. La politica dovrà fare la sua parte (al governo Monti il compito di dare veramente un taglio ai costi), perché i cittadini – chiamati a sacrifici enormi – non accettano più una politica sprecona e incapace di agire per il bene del Paese, ma lo dovranno fare anche gli italiani. Come? La lotta all’evasione la si fa può fare quotidianamente, chiedendo sempre lo scontrino fiscale nei negozi, facendosi fare la ricevuta al ristorante o dal dentista e così via. Ricordiamoci che ogni ricevuta non emessa – anche se a fronte di eventuale sconto sul prezzo del prodotto o della prestazione – va contro le regole, ma va anche contro gli interessi di chi le tasse le paga regolarmente e anche in quantità che non sono più sopportabili.
Anche la Valle d’Aosta ce la può e deve farcela. La cura dimagrante impostati dal governo centrale è di quelle che lasciano il segno. Ma la Valle d’Aosta, per le sue dimensioni e risorse, ha le potenzialità per poter cambiare rotta in tempi brevi. Come? Creando posti di lavoro, che poi significa benessere. Stop quindi alle assunzioni nel “pubblico” e investimenti laddove possiamo essere maggiormente competitivi. E’, quindi, dal turismo (il settore che incide maggiormente sul nostro Pil) che devono essere fatti investimenti massicci: una politica turistica convincente, seguita da un’ulteriore crescita culturale di chi fa turismo, creano opportunità, soprattutto per i giovani.
Sono convinto che ce la possiamo fare. Buon 2012 a tutti.
(luca mercanti)

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