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Tentata estorsione: rimangono in carcere i quattro fermati

Tentata estorsione: rimangono in carcere i quattro fermati

Nei confronti di Roberto Raffa, Michele Raso, Giuseppe Chemi e Giuseppe Facchinieri sono stati individuati gravi indizi di colpevolezza

Ieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, Roberto Raffa e Michele Raso, da martedì scorso in carcere con l’accusa di aver tentato di estorcere del denaro agli imprenditori edili di origini calabresi Giuseppe ‘Pino’ Tropiano e Luigi Monteleone. In carcere, a Bologna, sono finiti anche i cognati Giuseppe Facchinieri e Giuseppe Chemi.
Questa mattina il gip del tribunale di Aosta Maurizio D’Abrusco ha convalidato il fermo e accolto l’ordinanza di custodia cautelare avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino nei confronti di Raffa e Raso. Lo stesso è successo per gli altri due fermati – Facchinieri e Chemi – che rimangono in carcere a Bologna.
Sull’indagine che ha portato alla luce l’interesse della ‘mafia liquida’ sulla nostra regione è intervenuto anche il presidente della Regione Augusto Rollandin che si è detto «preoccupato per questa situazione ma tranquillo per aver messo in atto, insieme all’amministrazione comunale, ogni strumento e monitoraggio possibile perchè sugli appalti pubblici e delle partecipate sia garantita la massima trasparenza. La nostra preoccupazione è quella di andare avanti con gli appalti, per offrire lavoro alle imprese e sostentamento alle famiglie. Ben venga che amministrazione regionale e società partecipate sono il primo motore dell’economia; noi abbiamo messo in atto ogni forma di controllo di legalità possibile».
(c.t.)

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