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I dieci punti programmatici del Pd

Il Pd Valle d’Aosta s’interroga sul futuro. Il segretario Raimondo Donzel, da Champdepraz dove si è tenuta un’assemblea degli aderenti, ha sottolineato come i partiti stiano «vivendo momenti difficili, anche se la gente ha fame di politica».
Facendo del puro e sano populismo, direi che la gente non ha tanto fame di politica; la gente ha proprio fame. Che le cose non stiano andando bene e che le famiglie siano sempre più in difficoltà non lo scopre certo il sottoscritto, visto che è sotto gli occhi di tutti. La gente della politica ne ha le scatole piene, perché la politica degli ultimi trent’anni ha portato il Paese alal deriva. Incapacità di decidere, di governare, di progettare, oltre all’impegno nel mettere in piedi comitati di affari hanno contraddistinto la politica della Prima e Seconda Repubblica.
La gente della politica in questo preciso momento non ne vuole proprio sentir parlare ed è bene che i politici individuino nuove forme di comunicazione, altrimenti rischiano di beccarsi uova e ortaggi addosso quando parlano.
Donzel è un politico che lavora, non lo si può negare; si dà un gran daffare, e questo e lodevole. Ma deve guardare in faccia la realtà, come lo devono fare i suoi colleghi di altri partiti e movimenti: la situazione è drammatica e non è possibile ripartire soltanto con buoni propositi. Ci vogliono i fatti, perché la gente non crede più alle promesse. Stare all’opposizione permette di studiare e lavorare e incazzarsi perché chi governa non ti ascolta. I dieci punti programmatici annunciati a Champdepraz sono condivisibili, ma la gente vorrebbe sapere, eventualmente, come si potranno mettere in atto. Il Pd parla di tutela delle fasce più deboli. Bene, allora perché non scende in piazza a manifestare contro alcuni punti della manovra? Perché non manifesta sul rinvio della discussione sul taglio delle indennità dei parlamentari? Ecco, la gente dalla politica oggi vuole chiarezza e la certezza che i sacrifici ai quali i cittadini sono chiamati per salvare l’Italia siano per tutti, nessuno escluso. Che la riforma delle pensioni riguardi tutti, nessuno escluso. Che l’Imu tocchi tutti, neanche la Chiesa esclusa. Che i vitalizi dei parlamentari siano elimimnati. Che pubblico e privato siano equiparati, e tante altre cose, ovviamente. Che le banche non strozzino il Paese. La politica è in grado di fare questo, o si deve armare il braccio di Mario Monti, lasciare che metta una tassa anche sull’aria, e poi mandarlo a casa per tornare a fare quello di prima?

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