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Pirogassificatore: continua lo scontro tra Regione e Valle Virtuosa

Pirogassificatore: continua lo scontro tra Regione e Valle Virtuosa

Pareri ancora più discordanti dopo il workshop di Bolzano dove si è parlato di incenerimento e qualità dell'aria

Prosegue a colpi di comunicati stampa lo scontro sul pirogassificatore (nella foto la raccolta di firme, domenica scorsa in occasione del combat final alla Croix Noire); dall’amministrazione regionale giunge il comunicato circa «le conferme per la sicurezza del trattamento a caldo dei rifiuti» dopo la partecipazione dell’assessore all’Ambiente Manuela Zublena e dei consiglieri Dario Comé, Enrico Tibaldi e Carmela Fontana al workshop ‘Incenerimento e qualità dell’aria’. «I dati confermano che oggi queste tecnologie siano assolutamente in grado di garantire livelli di emissioni molto ridotti, perfino inferiori a quelli normalmente già presenti in atmosfera – ha spiegato l’assessore Zublena – spero che i rappresentanti del comitato Valle Virtuosa abbiano preso coscienza dei risultati di questi studi e che non proseguano nella campagna di criminalizzazione degli impianti di trattamento a caldo dei rifiuti come fonte di polveri che provocano il cancro».
Allo stesso workshop, oltre all’Arpa, hanno partecipato anche tre rappresentanti del comitato Valle Virtuosa (Jeanne Cheillon, Paolo Meneghini e Alessandro Bortot) che non hanno dubbi – confortati dagli esiti del convegno bolzanino – «come sia ingiustificata la scelta di costruire un pirogassificatore in Valle d’Aosta». Tre le ragioni principali: dal punto di vista economico, visto che dopo la necessaria differenziazione dei rifiuti, gli stessi sarebbero troppo pochi per giustificare un investimento di quella portata. Ragioni tecniche, visto «che la tecnologia di pirogassificazioe non ha un’affidabilità consolidata e paragonabile a quella degli altri tipi di inceneritori, ecco perchè è così scarsamente adottata»; dal punto di vista ambientale «perchè nessuno dei tecnici presenti ha potuto sostenere che le emissioni dell’inceneritore, per quanto contenute, nonc ontribuiscano a peggiorare la già scarsa qualità dell’aria che respiriamo». Aggiunge Valle Virtuosa, «senza contare che in Italia non esistono pirogassificatori funzionanti a regime».
Della serie, se la vicenda era già intricata prima, adesso, se possibile, è ancora meno chiara.
(cinzia timpano)

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