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Io mangio valdostano: una ‘sfida’ per 9 mila persone

Io mangio valdostano: una ‘sfida’ per 9 mila persone

«Ciò che che si vuole concretizzare è la diffusione di un nuovo modello alimentare più attento alla qualità, alla tutela dell’ambiente e capace di valorizzare la nostra cultura,trasmettendo un’autentica conoscenza dei prodouì de noutra tera». Così il presidente del Celva Elso Gérandin ha presentato il progetto ‘Io mangio valdostano’, frutto della volontà espressa da comuni e comunità montane di promuovere i prodotti agricoli e agroalimentari regionali nelle mense scolastiche, nelle microcomuità per anziani e per il servizio di pasti a domicilio.
Gli enti locali aderenti all’iniziativa sono l’80%, segno del grande interesse suscitato dal progetto che ad oggi vale circa 8 mila bambini coinvolti dal progetto; 80 classi scolastiche interessate ai laboratori didattici e circa 1.000 anziani coinvolti.
Anziani da un lato, come imprescindibilità dalla tradizione e bambini e giovani dall’altro,in quanto slancio verso il futuro. Ed è proprio dalle scuole che si vuole partire,«i ragazzi sono il veicolo attraverso cui rafforzare il legame col territorio,che si può realizzare grazie ad una sinergia tra i vari enti» – dice Laurent Viérin,il quale inoltre aggiunge come «l’iniziativa si inserisce in pieno nella più ampia panoramica dell’educazione alla salute».
La prospettiva però non è esente da insidie ,il monitoraggio di questa procedura «ciclopica» – com’è stata dipinta dall’assessore Aurelio Marguerettaz,dovrà esser costante ed avrà come oggetto il bilanciamento tra i due interessi fondamentali in gioco:garanzia della redditività per i produttori ed economicità per i consumatori, i quali devono essere al contempo consapevoli della qualità garantita.
La sfida è aperta.
Nella foto, la presentazione del progetto: da sinistra Aurelio Marguerettaz, Pino Isabellon, Augusto Rollandin, Elso Gérandin e Laurent Viérin

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