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Napolitano: «Scusate il ritardo»

Napolitano: «Scusate il ritardo»

«Chiedo scusa per il ritardo» è stato l’incipit del discorso del Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento a Palazzo Regionale. Qualcuno si è guardato stranito, ma il Presidente si è limitato a continuare: «Cinque anni fa è cominciato il mio mandato ed io solo ora visito la Valle d’Aosta, ma quale occasione migliore delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia?». Napolitano parla a braccio, ma è evidente che si è preparato il discorso con meticolosa cura. «La Valle d’Aosta ha saputo mantenere la propria autonomia senza rinunciare all’unitarietà dello Stato – aggiunge con un’evidente ammirazione per un percorso politico che definisce «non privo di creatività e di originalità sia per la politica di autonomia che per il modello di sviluppo».
E non rinuncia neppure ai temi che gli sono cari e su cui sta lottando in questi ultimi tempi: «La Valle ha saputo essere un modello e noi dobbiamo guardare a lei respingendo tentazioni fuori dalla storia e dalle necessità del giorno d’oggi». Evidente il riferimento alle tentazioni separatiste della Lega Nord. «Guai a contrapporre autonomia e federalismo, che io vedo come il futuro della nostra nazione, all’unità della nazione o all’appartenenza alla comunità nazionale o europea».
Napolitano ha anche voluto ricordare come una buona parte degli italiani sia debitore nei confronti di Federico Chabod per la sua idea di Europa. Fu la sua idea che convinse la classe politica italiana, nel primo dopoguerra, a creare le autonomie speciali «nelle Regioni di frontiera con una forte identità riconosciuta e che altrimenti avrebbero rischiato di staccarsi dal corpo dello Stato. Per questo la classe politica attuale deve avere un forte atteggiamento autonomista e federalista».

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